Pubblicato da Alessandra il 8 maggio 2015

Image for Inside WME: intervista a Mauro Fadalti

Mauro Fadalti, giovane e promettente diplomato del Master WME in Digital Marketing, ci racconta in questa intervista in che modo la frequentazione dei 10 moduli che compongono il nostro Master ha influenzato il suo percorso professionale. Leggere per credere! 🙂

Ciao Mauro! Sei Project Manager di Eglooh, e-commerce di articoli di design e arredamento. Come mai hai scelto di frequentare il Master WME in Digital Marketing?

Ho scelto di frequentare il Master WME in Digital Marketing innanzitutto per aggiornare in maniera approfondita le mie conoscenze di marketing, visto che le evoluzioni in ambito web degli ultimi anni hanno radicalmente trasformato le dinamiche di questa tematica. Inoltre, essendo impegnato in prima persona nell’avvio di un progetto e-commerce, avrò la possibilità di trasferire le nozioni teoriche apprese nei vari corsi alla realtà concreta: testare, analizzare, sperimentare, il tutto nell’ottica di un miglioramento continuo, senza che, come spesso avviene, gli appunti e le informazioni rimangano tali su carta ma possano trovare un’applicazione pratica.

Hai già avuto modo di applicare concretamente le nozioni apprese durante il Master nell’ambito della tua attività lavorativa?

Eglooh.com aprirà i battenti a breve, per cui la reale applicazione concreta di quanto appreso durante il Master deve ancora iniziare. Tuttavia molte nozioni, soprattutto derivanti dal Corso in Web Project Management,  mi sono risultate particolarmente utili nella fase di progettazione e determinazione delle strategie, nonché nella definizione di obiettivi e budget all’interno del Digital Business Plan e nell’individuazione delle attività da esternalizzare e delle risorse a cui affidarle, coordinando e supportando il team di lavoro. Aprire un e-commerce significa creare una nuova attività d’impresa, con molte competenze che vanno al di là della semplice vendita online, e tutto ciò va fatto con cognizione di causa, senza improvvisare e partendo da una rigorosa analisi e pianificazione delle cose da fare.

Al termine del Master hai presentato una tesi sul Social Commerce. Ci spieghi meglio cos’è e perché è importante per le aziende?

L’obiettivo della mia tesi è l’analisi del commercio nella sua dimensione di attività sociale. Gli acquirenti hanno la naturale tendenza a coinvolgere i propri amici durante lo shopping: questo diviene, quindi, un momento di confronto, di socializzazione, di condivisione dei propri interessi. Tutto ciò acquista ancora più valore ed importanza con l’avvento del web 2.0: nell’era dei social media, infatti, questa esperienza di carattere sociale si è trasferita online, dando vita al social commerce.

Le relazioni tra aziende e consumatori hanno subìto una trasformazione radicale. In particolare, è cambiato il modo in cui le persone scoprono e condividono le informazioni e i contenuti online. Acquistare online non è più da considerarsi un’attività solitaria e basata su aspetti razionali come il prezzo, ma rappresenta una delle molteplici attività sociali dei consumatori. Oggigiorno le imprese hanno quindi perso il loro ruolo centrale, in quanto i veri protagonisti sono gli utenti: senza di essi, infatti, non esisterebbero le conversazioni e non verrebbe alimentato il passaparola. Obiettivo delle aziende dovrebbe essere quello di favorire i dialoghi tra i propri clienti e, se possibile, coinvolgerli direttamente nel processo di creazione di contenuti e prodotti.

Quali sono gli strumenti di una strategia di Social Commerce orientata a stimolare le decisioni d’acquisto?

Estremamente strategica è la scelta delle piattaforme in cui essere attivi: conviene limitare la propria presenza a quei social media che risultano utili per attinenza di pubblico e contenuti, e ai quali è possibile dedicare tempo e risorse. Tutto deve comunque partire dal presupposto che i social media non nascono per vendere e le persone che li popolano sono alla ricerca di relazioni, intrattenimento, scoperte: sui canali social, dunque, ogni brand dovrebbe mostrare anche il suo lato umano e divertente, cercando di essere naturale e non forzato.

La produzione di contenuti utili e interessanti è alla base della strategia sui social media: l’obiettivo deve essere quello di alimentare le conversazioni tra utenti e, indirettamente, di accrescere il livello di fiducia allo scopo di vendere. Un altro errore che viene comunemente commesso è quello di parlare solo di se stessi: il protagonista non deve essere il prodotto dell’azienda, ma i clienti e la community, da coinvolgere nella creazione dei contenuti. Le azioni sociali, inoltre, possono essere aiutate da strumenti che si basano sulla presenza attiva e consolidata delle persone all’interno dei canali social (es. social login). Questi widget rendono visibile l’azione dell’utente ai suoi contatti, assolvendo a una funzione di rassicurazione sociale.

Il Master WME in 3 aggettivi…

  1. Completo, perché in grado di analizzare, nei 10 moduli di cui è composto, tutte le principali tematiche relative al digital marketing.
  2. Approfondito, con numerose lezioni ricche di utili informazioni teoriche, pratici casi di studio e preziosi consigli per l’applicazione concreta.
  3. Autorevole, con la presenza di docenti con importanti curriculum professionali e per questo effettivi portatori di un approccio learning by doing che permette di unire teoria e pratica.

Diventa un professionista del web: approfittane ora!